TRENTINO-ALTO ADIGE
Krampus
Li sentite i campanacci nel buio? È il conto alla rovescia per la vostra anima.
Supercattivo

Alias: Nessuno
Area: Trentino-Alto Adige
Categoria Potere: Magia
Superpoteri: per mantenere l’immortalità e restare nel mondo terreno, deve alimentarsi con la carne di umani in pubertà. Questo gli dona anche una forza sovrumana, ma incontrollabile, che non raramente sfocia in razzie selvagge che culminano in terribili massacri. Invisibilità: può rendersi invisibile per un breve periodo, giusto il tempo per tagliare la corda. Mutaforma: non può trasformarsi in quel che vuole, ma può modulare le sue dimensioni e, all’occorrenza, ingannare, facendo credere di avere un paio di gambe anziché le zampe. L’illusione è temporanea. Zanne, artigli e zoccoli sono altre armi del suo arsenale…
Storia
Dicembre 2018, Predazzo, Trento.
In occasione della manifestazione, la viabilità è chiusa al traffico, la folla è stipata ai lati delle strade, dietro le transenne, mentre la polizia locale controlla che tutto fili liscio e che nessuno si faccia male. I bambini stanno scalpitando, non vedono l’ora di vedere i mostri!
Nel frattempo, la Compagnia Krampus di Val di Fiemme sta ultimando gli ultimi preparativi. Chi si allaccia gli scarponi di pelo, chi tira le cinghie nel dorso dell’amico, chi cerca la sua verga di ramoscelli secchi, chi si infila la maschera, chi la olia prima di indossarla per farla sembrare più viva. Quando sono tutti pronti, l’Obmann Klaus, il capogruppo della compagnia per intenderci, si mette alla testa dei figuranti e richiama la loro attenzione. Il clangore dei campanacci sovrasta il volume della musica, e per la folla è il segnale che la sfilata sta per iniziare.
I krampus si muovono a piccoli gruppi, tra fumogeni e musica oscura. A bordo strada una marea di telefonini che riprendono tutti le stesse scene. I bambini si arrampicano sulle transenne per vedere meglio, ma i krampus si avventano su di loro facendoli strillare dallo spavento e frustandoli con le stroppe, che però non fanno male, per cui i genitori sghignazzano di gusto.
Sarebbe andato tutto liscio, se non fosse che, in mezzo a quel fiume di ragazzoni mascherati, si cela un impostore, che a dire il vero è il meno impostore di tutti, dato che si tratta del vero Krampus. Vi assicuro che nemmeno l’occhio più attento riuscirebbe a scovarlo, tanto ben fatti sono quei travestimenti, che nulla hanno da invidiare ai costumi di scena di un film horror. Ma appena la parata raggiunge il centro del paese, il Krampus si manifesta annullando l’incantesimo che lo riduce a dimensioni umane. In un attimo, torna alla sua vera stazza, davvero impressionante. Lì per lì, la gente non connette, è talmente strabiliata dai costumi e dall’atmosfera che crede si tratti di qualche particolare effetto speciale. I krampus lì attorno, invece, capiscono che qualcosa non quadra, chi è questo?, si chiedono, che razza di costume è?, come fa a essere così grande?, in quanti sono là dentro?…
Ma le risposte non tardano a venire e la situazione precipita quando il Krampus afferra una bambina e la stacca a metà con un morso. Sangue e frattaglie volano sulle facce dei genitori e dei presenti. Si scatena il panico.
Urla, disperazione, caos.
La gente inizia a correre in tutte le direzioni, calpestando chi cade a terra. I krampus inciampano nei loro stessi costumi, e vengono spiaccicati dagli zoccoli di quello vero. La polizia prova a intervenire, ma il fiume di gente è irrefrenabile. Un agente conserva abbastanza lucidità per chiamare i rinforzi, ma viene scaraventato a terra e pestato dalla calca. In quegli attimi concitati, il Krampus non perde di vista i suoi obbiettivi e, mentre sta ancora masticando la bambina, afferra altri bambini e li scaglia nella gabbia alle sue spalle, tipo zaino.
«Lascia mio figlio, mostro!», grida un padre prima che gli artigli del demone gli scarnifichino la faccia. «Fermo o sparo!», intima un poliziotto a pistola spianata.
«Vaffankulen!», gli risponde il Krampus, gettando altri due marmocchi in gabbia. Il poliziotto apre il fuoco colpendolo ripetutamente ma facendogli il solletico, così il Krampus afferra una donna e gliela scaraventa addosso.
«Vade retro, Satana!», lo esorcizza il prete del paese. Il Krampus ride di lui e tira dritto coi suoi rapimenti. In pochi secondi riempie la gabbia-zaino, e si volta, soddisfatto, per dare un’ultima occhiata al devasto che ha causato. Cadaveri, sangue e feriti dappertutto, gemiti di dolore, madri che piangono, gente che scappa…
«Buon Natale, stvonzi!», augura il Krampus prima di dileguarsi nei boschi circostanti.
Ispirazione
Secondo il folklore bavarese e ladino, il Krampus era un demone che San Nicola (Babbo Natale) sottomise per aiutarlo nelle sue faccende, soprattutto per terrorizzare i “bambini cattivi”. Da queste credenze, durante il Medioevo, nei periodi invernali, soprattutto durante le carestie, in diversi paesini di montagna si diffuse l’usanza di travestirsi con maschere demoniache per derubare provviste a chi ne aveva in abbondanza. Tuttavia, poteva capitare che a queste razzie partecipasse anche il vero Krampus, riconoscibile solo dalle zampe di capra. E a quel punto, beh, era pur sempre un demone…
Curiosità
Ogni anno, intorno a Natale, nel Trentino e nell’Alto Adige si organizzano diverse sfilate di Krampus, con costumi così ben realizzati, che sembra di stare sul set di un horror. Da vedere, i bambini ne vanno matti, e non preoccupatevi delle stroppe, perché si tratta di fruste realizzate con ramoscelli secchi, fanno solo scena.
