SARDEGNA
Boe & Mamuthone
Sono il rito che non finisce mai: il guardiano muto e la bestia indomita.
Supereroi

Alias: Alenixedda ed Elias Spanau
Area: Sardegna
Categoria Potere: Tossicità
Superpoteri: il potere più potente di entrambi è senza dubbio velenifero, ricavato da millenni di conoscenze della natura circostante e tramandato da gigante in gigante, sino agli umani di oggigiorno. Boe scaglia segmenti di veleno allucinogeno che può far impazzire i nemici. Mamuthone emana invece un veleno paralizzante in grado di immobilizzare gli avversari per un breve periodo di tempo. Boe è dotata di velocità sovrumana, mentre la forza è una prerogativa di Mamuthone. Entrambi sono duri da abbattere, e se messi alle strette, possono evocare gli spiriti dei Giganti Primordiali.
Storia
Alenixedda, detta Alen, estroversa e irascibile, ed Elias, sordomuto dalla nascita e con un singolare spettro autistico che lo spinge a notare cose che gli altri ignorano, sono gemelli eterozigoti e vivono nella provincia di Nuoro. Da ragazzini si divertivano a giocare tra i complessi nuragici sparsi un po’ dappertutto.
Ma erano gli anni Novanta, e la Sardegna non era ancora presa d’assalto dal turismo tossico di oggi. Fu in quel periodo che, un giorno, mentre Alen ed Elias erano in esplorazione con un gruppetto di amici, questi gli giocarono un gran brutto scherzo. In pratica, li rinchiusero in una tomba dei giganti, sbarrando il pertugio con un’asse di legno e lo scheletro di una moto da cross. Alen li intimava di aprire, altrimenti li avrebbe fatti a pezzi. Nel frattempo, Elias se ne stava in un angolo con gli occhi puntati al centro del corridoio funerario, dove spiccava un piccolo sasso con uno strano simbolo. A quel punto, anche Alen lo notò, ma essendo molto più curiosa, si avvicinò e lo raccolse: le sembrava troppo pesante per le sue dimensioni. Comunque sia, dato che sembrava interessargli, lo porse al fratello. Ma appena il sasso fu toccato da entrambi, la terra iniziò a vibrare e a smuoversi. I ragazzi si scostarono subito ai lati e cominciarono a tossire, mentre la terra sprofondava in una nuvola di polvere. Poco dopo, si poteva scorgere quello che aveva tutta l’aria di essere un passaggio segreto.
«Ma che figata!» sbottò Alen.
Elias si limitò ad alzare le spalle. Inutile dire che i due non ci pensarono due volte. Ogni gradino era però un bel salto.
«Chiunque abbia costruito questa scala, doveva essere davvero un gigante!» esclamò la ragazza.
«I giganti non esistono» replicò il fratello col linguaggio dei segni.
«E allora tu cosa sei?» ribatté Alen.
Sembrerà impossibile, ma dopo qualche gradino, i due iniziarono a intravedere una luce fioca...
Per farvela breve, infine giunsero a un’enorme stanza di pietra illuminata da un grande falò. Ma era strano quel fuoco, era viola, e sembrava non scaldare affatto. Infatti faceva freddo là sotto, tanto che Elias si tolse la maglietta per posarla sulle spalle di Alen che se la strinse a sé. All’improvviso, un inquietante ruggito proruppe alle loro spalle. I fratelli Spanau si voltarono di scatto e a quel punto non credettero più ai loro occhi. Un uomo e una donna di dimensioni mastodontiche se ne stavano lì, immobili, a osservarli. Erano alti circa sei metri, vestivano come nei libri di storia, con tonache e cinte di cuoio. Lui aveva una lunga treccia bianca, lei teneva i capelli sciolti, argentei e lucenti, come non riflettessero la luce del fuoco. Non sembravano minacciosi, ma avevano comunque l’aria di aver trovato chi cercavano.
«Elias e Alenixedda, vi stavamo aspettando», disse la donna.
«Come sai i nostri nomi?».
I due colossi fecero cenno ai fratelli di sedere attorno al fuoco, dove gli avrebbero svelato ogni cosa. Innanzitutto, gli dissero di essere spiriti Gentili, vale a dire i giganti primordiali che abitarono per primi la Sardegna. Infine, gli confidarono che erano millenni che attendevano l’arrivo di un uomo e di una donna puri di cuore, ai quali donare il potere del bene e del male, affinché proteggessero l’isola dalle minacce, interne o esterne.
Quando uscirono dalla tomba, Alen ed Elias non erano più gli stessi. Nonostante la giovane età, sapevano di aver accettato una grande responsabilità. Non persero tempo e iniziarono quello stesso giorno l’addestramento. E una volta adulti, erano pronti al compito che li attendeva.
Nacquero così Boe e Mamuthone.
Ispirazione
Le più affascinanti tra le maschere sarde, simboli di riti dionisiaci e pastorali che appresentano la lotta tra uomo e istinto: i Mamuthones marciano cupi col peso dei campanacci; i Boes inscenano una caccia frenetica, evocando il ciclo della vita contadina.
Curiosità
Il Carnevale Barbacino si tiene tra il 6 e il 17 febbraio, a seconda delle località, ma è possibile assistere (e partecipare) ad alcune sfilate anche in estate, in zone come Muravera, Samugheo, Fonni, Ollolai.
