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ABRUZZO

Aquilea

Dall’alto dei cieli piomba in picchiata,
nel nome di Maia, la preda è spacciata!

Supereroina

Alias: Soladea de Giovanni

Area: Abruzzo

Categoria Superpoteri: Elementalismo

Superpoteri: il superpotere elementale è l'Aria. La picchiata rapace consente ad Aquilea di afferrare una preda dieci volte il suo peso e aviotrasportarla per decine di chilometri. Possiede velocità e forza sovrumane, ma soprattutto una super vista… da aquila.


Storia

Soladea è una poliziotta aquilana che scampò al terrificante terremoto che si abbatté contro L’Aquila nel lontano 2009. A contrario, la figlia e il marito non ce la fecero. Mentre era intrappolata sotto le macerie, nelle viscere della terra, ebbe una visione ancestrale: lo spirito di Eleta, amazzone majellana legata al culto di Maia, le apparve e le parlò, indicandole un punto preciso sulla vetta del Gran Sasso.


Una volta uscita da quell’inferno e aver pianto i propri morti, pur non sapendo se ciò che aveva visto sotto le macerie fosse stato solo il delirio della sua immaginazione, o se fosse davvero stata una rivelazione, Soladea decise di allontanarsi dalla città e raggiungere il punto indicatole. 

Dopo 8 ore di cammino quasi interrotto, la donna raggiunse la vetta. Ne era certa, era quello il posto. Ma una volta lassù, Soladea trovò solo un gigantesco nido d’aquila. A quel punto, una forza arcana si impadronì della sua volontà, costringendola a proseguire fino al nido, ad arrampicarsi su di esso e infine adagiarsi al suo interno, dove perse i sensi… Seguì un sonno profondo tormentato da sogni mistici, nei quali tornò a manifestarsi Eleta, che conferì alla mortale i poteri della Grande Madre, con l’onere e l’onore di proteggere la Sacra Terra degli Abruzzi.


Soladea si svegliò di soprassalto. Lì per lì credette si trattasse di un sogno. Ma non era così! Si trovava ancora in quel nido. D’un tratto, un potente battito d’ali alle sue spalle la destò dal torpore. Si voltò di scatto e vide una gigantesca aquila in volo stazionario davanti a lei. All’improvviso, l’aquila scattò, afferrò Soladea e la trasportò per centinaia di metri più in alto, dopodiché, aprì gli artigli, lasciando cadere la donna nel vuoto. Soladea avrebbe voluto gridare, ma la pressione atmosferica le impediva di respirare, figuriamoci di urlare. Fu in quegli istanti che Soladea completò la sua rinascita: ossa e muscoli crebbero sino a strapparle le vesti, un folto piumaggio le ricoprì la pelle, mani e piedi divennero artigli e due possenti ali si spiegarono sul suo dorso. E in un attimo, la caduta divenne una picchiata, sinché si librò in volo. Era lei l’aquila gigantesca, e quello era il suo nido. Fondamentalmente, la donna non ha fatto altro che ritrovare se stessa. Ora non era più Soladea, poliziotta e madre in lutto, ma Aquilea, la donna-aquila protettrice degli Abruzzi.


Ispirazione

Personaggio di fantasia in cui l’autore si è lasciato ispirare dal nome del capoluogo dell’Abruzzo, L’Aquila.


Curiosità

L’Abruzzo è riconosciuta “universalmente”, come si suol dire, come «Regione verde d’Europa», per via della sua preziosa biodiversità, ospitata in diversi parchi nazionali e riserve naturali, tra cui il Parco Nazionale del Gran Sasso e il Parco Nazionale d’Abruzzo.

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