SARDEGNA
s'Accabadora
Viene a darti il riposo che non meriti
Supercattiva

Alias: Orrosa Orrù
Area: Sardegna
Categoria Potere: Potenza
Altri Superpoteri: possiede uno sguardo ipnotico in grado di incantare gli avversari per qualche istante, suscitando in loro una sensazione di pace, e inducendoli a credere di trovarsi in uno luogo quieto e privo di pericoli. Inoltre, possiede abilità in diversi campi dell’erbologia, grazie alla quale, manipolando erbe officinali ed elementi naturali, prepara veleni e pozioni dalle proprietà più disparate. Ma l’arma più potente dell’Accabadora è senza dubbio il suo Marteddhu, la mazza che ammazza, con cui compie efferati omicidi e sbaraglia possenti nemici.
Storia
1957, Arbatax, frazione di Tortolì, provincia di Olbia. Il signor Antioco Pinna soffre di Alzheimer, non riconosce più i suoi cari, non sa nemmeno se deve mangiare, o se deve andare in bagno. La situazione è disperata e alla famiglia non resta che l’ultima opzione. Così, la moglie Mariedda, in accordo coi figli Lenardu e Liccu, decide che è giunto il momento di alleviare le sofferenze di Antioco. Dopo un’ora dalla telefonata all’amica, che a sua volta ha chiamato un’amica, e così via, qualcuno bussa tre volte alla porta dei Pinna. Lenardu corre ad aprire, mantenendo gli occhi bassi e indicando la direzione della stanza da letto. La femina accabadora varca la soglia in solenne silenzio, ignorando i presenti, e si infila nella stanza di Antioco, già ripulita dagli orpelli religiosi. Chiude la porta dietro di sé, Antioco apre leggermente gli occhi e vede una figura oscura che brandisce una grossa mazza di legno. «Babbai!» esclama Antioco, prima del buio.
Quello della famiglia Pinna fu il primo caso registrato, ma nel corso degli anni ce ne furono molti, e condividevano tutti gli stessi presupposti: un malato terminale, a prescindere dall’età, una famiglia disperata, un appello per vie traverse, la rimozione di crocifissi e santini dalla stanza, e la compassione di una morte immediata tramite un letale colpo alla testa.
Col passare degli anni, però, qualcuno iniziò a sospettare che qualcosa non quadrasse, perché le eutanasie dell’Accabadora, oltre ad aumentare esponenzialmente, sembrava avvenissero senza una vera e propria autorizzazione da parte delle famiglie, che non raramente ritrovavano i propri cari massacrati senza che nessuno le avesse interpellate. Ma ad accelerare i sospetti, fu il fatto che le vittime non erano più rappresentate da malati terminali, ma da persone che avevano malattie guaribili, inclusa gente che stava passando una banale pena d’amore. Il punto è che, a forza di uccidere, l’Accabadora ci aveva preso gusto e non riusciva più a fermarsi, divenendo, a tutti gli effetti, la serial killer più ricercata della Sardegna, o per meglio dire, dell’Italia.
Sia quel che sia, gli inquirenti non riuscirono mai a trovarla, ma nel 2009, una nota scrittrice sarda pubblicò un libro che avrebbe svelato l’identità dell’assassina più prolifica di sempre, rappresentata da Orrosa Orrù, massaia di Nuoro, classe 1901, che confessò tutti i delitti, affinché venisse rivelata la sua vita. Scomparve qualche mese dopo l’intervista con l’autrice, all’età di 108 anni, e data la veneranda età, nonostante non ne sia mai stato ritrovato il corpo, è chiaro che la Orrù non poteva essere l’Accabadora di oggi. Perché gli omicidi perseverano su tutta l’isola, stesso modus operandi, stessa arma letale, e sempre la stessa inquietante domanda: chi si cela sotto il velo della Accabadora?
Ispirazione
Secondo i racconti orali, le accabadoras (dal sardo «colei che finisce») sarebbero donne incaricate di porre fine alle sofferenze di persone in fin di vita, chiamate dagli stessi familiari a occuparsene, per pietà.
Curiosità
La figura delle accabadoras è tutt’oggi oggetto di dibattito, non essendo mai stata provata la loro esistenza, perlomeno non nella versione così esplicitamente macabra. Tuttavia, com’è noto, la verità sta sempre tra le pieghe. In questo caso, le pieghe di un abito nero…
